20/10/08

Ugo Gregoretti

Ugo Gregoretti Finale aperto Aliberti editore
“Qualche avvertenza per i cortesi lettori.Questo, più che un racconto dal quale si potrebbe ricavare un film, è già un film, scritto con la penna e «con gli occhi». […] Anomalia vistosa del film, tra le altre, è l’assenza fisica (visiva) del vero protagonista, che è una voce, un fluviale “Io narrante” che cuce insieme tanti piccoli episodi autobiografici raccontandoli in ordine cronologico. Quindi, oltre che con gli occhi, è un film che va “visto” con le orecchie.[…] Perché un’autobiografia? Io sono malato di non protagonismo, eppure mi piace tanto parlare di me; in senso zavattiniano. Praticare la “scienza dell’Io”. Per far questo ho compiuto una full-immersion nella memoria, un viaggio labile e faticoso nei gironi del dimenticatoio alla ricerca di ricordi – o frammenti del ricordo – più remoti.[…] Ora questo film lo stampo sulla carta, in attesa e nella speranza di ristamparlo sulla pellicola.”Ugo Gregoretti